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Leuto

O lingwa por omno populas

Che cos’è il leuto? Una lingua artificiale sviluppata con la funzione di «lingua ausiliaria internazionale», ovvero una seconda lingua per tutti che consenta una comunicazione facile fra i popoli, senza avvantaggiare certe persone ingiustamente. Ciò, al momento, avviene invece con l’inglese, che crea paesi (e quindi persone, economie, società) «di serie A» e «di serie B»; ed è avvenuto prima col francese. Il desiderio è aiutare la costruzione di un mondo più unito, solidale e democratico.
     Il leuto non intende rimpiazzare le lingue naturali; al contrario, offrendo un sistema facile per la comunicazione internazionale, permette di dedicare più tempo e risorse allo studio, alla tutela e alla cura delle lingue nazionali.
     Il leuto ha una grammatica molto logica e semplice, con pochissime eccezioni. È così facile che può essere imparato per gioco, per passatempo, ed essere parlato e scritto correttamente in una frazione del tempo che richiedono le lingua naturali. Allo stesso tempo non è una lingua povera, bensì uno strumento malleabile che consente di esprimere concetti precisi in modo sintetico, dove le lingue naturali farebbero più fatica.

* * *

L’esperanto è sotto molti aspetti un capolavoro d’ingegneria linguistica, e nelle vicende del mondo è stato un piccolo grande successo. Tuttavia, molte persone che condividono la logica e gl’ideali del progetto esperantista sono insoddisfatte da certi elementi concreti dell’esperanto come lingua in sé.
     Con l’intenzione di offrire uno spunto di miglioramento, sono stati così creati degli esperàntidi, lingue derivate dall’esperanto e modificate sotto vari aspetti.
     Da qualche anno sto sviluppando una mia proposta, il leuto.

Qui il progetto in sviluppo

leuto tra le lingueSinteticamente, rispetto all’esperanto il leuto:

  • ha un sistema di scrittura più gradevole e meno meccanico;
  • ha una fonologia un po’ più ricca;
  • ha un lessico con meno variazioni arbitrarie;
  • ha strutture grammaticali un po’ più ricche e possibilità espressive più precise;
  • ha un lessico un po’ più greco-latino, il che lo avvicina al lessico neoclassico della scienza; allo stesso tempo, ha più elementi estraeuropei;
  • ha più radici per concetti «basilari» (madre, donna, adulto, male, freddo…) per rendere più vario e veloce il linguaggio primario; ottimizza invece l’uso delle radici in altri campi;
  • se è leggermente più complesso nell’insieme (comunque molto più facile di qualunque lingua naturale) allo stesso tempo per parecchi aspetti è più logico, con semplificazioni o linearizzazioni di certi elementi poco logici dell’esperanto e la rimozione di certe eccezioni o complicazioni poco utili;
  • non ha -ajn -ajn -ojn, ma più gradevoli -o -o -ar.

i continenti in leuto

Dato che, al momento, ci ho lavorato da solo e nei momenti liberi, ci saranno di sicuro erroretti sparsi qua e là, imprecisioni, discordanze. Sarò felice se i lettori vorranno segnalarmeli (una volta un po’ completato; non correte sùbito, ora che è ancora una bozza).
     Avendo svariati interessi diversi e parecchie cose da fare, non ho molto tempo da dedicare a questo progetto. Se ci fossero volontari interessati a fare lavoro di divulgazione (creare una comunità in lingua in Rete, siti, associazioni, una vichipedia in lingua, tradurre grammatica e dizionario, pagine nelle reti sociali, eccetera) saranno i benvenuti.

(EN) What is Leuth? Leuth is an artificial language developed by Italian writer and linguist Giulio Mainardi. Leuth is easy and beautiful; it tries to be more naturalistic than Esperanto, without losing ground on the schematic side.
(EO) Leŭto estas esperantido kreita de Julio Majnardo (Giulio Mainardi).
(ES) El leuto es una lengua artificial creada por Julio Mainardi (Giulio Mainardi), escritor y lingüista italiano.

ENGLISH: Leuth.
ESPAÑOL: leuto.
ESPERANTO: Leŭto.
ITALIANO: leuto.
LEUΘA: leuθa.

Esperantido, esperantidoj, esperantidon, esperantidojn.
Iomete latinigita esperantido.

Per «esperàntide» come traduzione italiana di «esperantido», si veda il filone dedicato nel fòro «Cruscate», in Rete.

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