Confessione

Gilbert Keith Chesterton
Confessione

Da Poesie

Traduzione di Giulio Mainardi.
Tutti i diritti riservati.

Metro. Strofe di quattro endecasillabi e quattro novenari. Rime: XaYaZbWb.


CONFESSIONAL

Now that I kneel at the throne, O Queen,
Pity and pardon me.
Much have I striven to sing the same,
Brother of beast and tree;
Yet when the stars catch me alone
Never a linnet sings—
And the blood of a man is a bitter voice
And cries for foolish things.

Not for me be the vaunt of woe;
Was not I from a boy
Vowed with the helmet and spear and spur
To the blood-red banner of joy?
A man may sing his psalms to a stone,
Pour his blood for a weed,
But the tears of a man are a sudden thing,
And come not of his creed.

Nay, but the earth is kind to me,
Though I cry for a Star,
Leaves and grasses, feather and flower,
Cover the foolish scar,
Prophets and saints and seraphim
Lighten the load with song,
And the heart of a man is a heavy load
For a man to bear along.


CONFESSIONE

Ora che al trono m’inchino, o regina,
pietà e compatisci: perdono.
Molto ho lottato per cantare ancora,
fratel d’ogni essere buono;
ma quando solo mi colgon le stelle
non mai un fanello gorgheggia…
e il sangue dell’uomo è una voce amara
e cose insipienti vagheggia.

Sia da me lungi dell’ambascia il vanto;
non fui forse io con il dardo,
elmo e speron, da un ragazzo votato
del gaudio al sanguigno stendardo?
Se anche un uomo canta salmi a un sasso,
se pur per malerba si fiede,
son le sue lacrime cosa improvvisa,
non vengono dalla sua fede.

Ma no, la terra è gentile con me,
sebben a una stella i’ aneli,
le foglie e l’erbe, la piuma e ’l fior copron
la stolta ferita quai veli,
mentre profeti e santi e serafini
fan lieve la soma cantando,
e il cuore d’uomo è un carico greve
per l’uom da sorreggere andando.