Glencoe

Gilbert Keith Chesterton
Glencoe

Da Poesie

Traduzione di Giulio Mainardi.
Tutti i diritti riservati.

Metro. Quartine di quindicisillabi (due settenari, il primo sdrucciolo). Rime: XAYA.


GLENCOE

The star-crowned cliffs seem hinged upon the sky,
The clouds are floating rags across them curled,
They open to us like the gates of God
Cloven in the last great wall of all the world.

I looked, and saw the valley of my soul
Where naked crests fight to achieve the skies,
Where no grain grows nor wine, no fruitful thing,
Only big words and starry blasphemies.

But you have clothed with mercy like a moss
The barren violence of its primal wars,
Sterile although they be and void of rule,
You know my shapeless crags have loved the stars.

How shall I thank you, O courageous heart.
That of this wasteful world you had no fear;
But bade it blossom in clear faith and sent
Your fair flower-feeding rivers: even as here

The peat burns brimming from their cups of stone
Glow brown and blood-red down the vast decline
As if Christ stood on yonder clouded peak
And turned its thousand waters into wine.


GLENCOE1

Le rupi han brol sidereo,     al cielo incardinate,
sono stracci le nuvole     sospesi, avvolti in tondo,
dinanzi a noi si schiudono     come i cancel di Dio
disserrati nell’ultima     muraglia in tutto il mondo.

Io guardai, e dell’anima     mia discernei la valle,
u’ creste nude lottano     verso i cieli protese,
dove non cresce acino     né grano, nessun frutto,
soltanto gran vocaboli     e a Dio stellate offese.

Ma tu hai fatto abito     della pietà qual musco
alla violenza arida     delle sue prische lotte;
sebben fossero sterili,     senza ordine alcuno,
queste mie balze amarono     le faci della notte.

Come potrò a te rendere     grazie, cuor coraggioso,
che di tal mondo inutile     non avesti timor;
ma in chiara fé a far germini     di fior lo costringesti
e mandasti almi rivoli     di te: pur mentre or

i torbosi rigagnoli,     tracimando dai sassi,
bruni e sanguigni brillano     giù nel vasto declino
come se su quel nubilo     picco ci fosse Cristo
e questi mille liquidi     mutasse d’acqua in vino.


1 – Lunga e stretta valle scozzese di origine vulcanica, caratterizzata da un aspro paesaggio roccioso.