xNel saggio La Repubblica romana (2026), Giulio Mainardi propone di trasformare l’Unione europea in una nuova Roma, per unire tutte le nazioni in una federazione globale.
Il concetto in breve. Il mondo si trova davanti a sfide simili al passato, e davanti a sfide nuove, che comportano grandi rischi; addirittura il rischio d’autodistruzione del genere umano. L’unificazione delle società umane è un passo che sembra necessario per il bene collettivo, e bisogna iniziare a muoversi concretamente verso quest’obiettivo.
L’Unione europea rappresenta ottimamente ciò che vorremmo per il mondo intero: un progetto federale democratico, che mira a creare un’unità superiore ma conservando e proteggendo le identità nazionali, che sono ricchezza e bellezza. L’UE ha però dei problemi concreti: la federazione è incompleta, e per questo disfunzionale, debole, preda di potenze esterne; si autoimpone un limite geografico troppo ristretto, nemmeno esteso a tutta l’«Europa culturale»; è indebolita da uno stile poco attraente che pare sconnesso dalla storia.
Tutti questi problemi possono essere risolti trasformando l’Unione europea in una nuova Repubblica romana. Così facendo, l’ideale dell’unità soprannazionale si radica in una realtà gloriosa, che parla al cuore oltre che alla mente dell’uomo; si apre naturalmente a tutte le nazioni del pianeta, senza perdere d’identità; ispira, dando la forza per affrontare questa sfida grandiosa; ricorda che il valore d’una società deriva dal valore dei suoi cittadini, richiamando all’azione individuale.
Trovandosi al centro storico-geografico di questa prospettiva, l’Italia avrebbe un ruolo delicato e importante. Ha le capacità per fare un buon lavoro, ma deve trovarne la volontà. Grandi personaggi della storia nazionale c’indicano la via.
Il libro è disponibile sia in formato cartaceo sia elettronico, e in varie lingue.